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L'osteria del tempo perso è un salotto di luci soffuse e musica, un attimo di spazio magico tra qui e ora, tra ora e la propria casa, tra ieri, il nostro presente e il nostro domani.
In questa dimensione, reale e fantastica al tempo stesso, esiste
l'osteria, dove possiamo vivere il nostro presente, consapevoli
del passato mentre guardiamo al futuro come qualcosa di reale
già davanti a noi. Il vino non si beve soltanto, si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e... se ne parla. (Edoardo VII).
Marco Iacobelli mostra i vini della sua cantina.
Proprio la passione e l'amore per il vino ci ha spinto a creare serate incontro nella nostra osteria con produttori, sommeliers, giornalisti o semplici appassionati con l'obbiettivo di crescere insieme e diventare sempre più attenti e consapevoli di un cosmo di emozioni al quale sentiamo di appartenere. Il vino è nei nostri cromosomi, nel nostro sangue e nella nostra anima, come la pasta e il sole.
E' idea di tutti
che questo lavoro o si ama o porta alla pazzia. Spesso mi chiedo
cosa spinge a passare intere giornate chiusi in cucina a provare
e sperimentare nuove ricette, oppure mettere a ricrescere il
farro con metodi ormai lontani da noi e così altri mille e più
gesti che portano ai nostri piatti. La risposta è sui volti dei
nostri clienti e nel loro continuo trasmetterci la forza e la
voglia di andare avanti.
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